IL POTERE DELLE IMMAGINI
Il potere delle immagini e la loro conseguente legittimazione come veicolo di conoscenza sono stati a lungo temi dibattuti per le ingenti implicazioni che avrebbero comportato nel rapporto con la scrittura.
L’iconic turn (o pictorial turn) può essere considerato come una sorta di formalizzazione di un concetto portante dei visual studies, secondo cui il nostro secolo è stato caratterizzato da un imponente ritorno delle immagini, a cui va riconosciuta la superiorità espressiva rispetto al testo in virtù delle proprie qualità di immediatezza, concretezza e chiarezza, tali da affermare un superamento del paradigma linguistico a favore di quello visuale.
Alla base di tale teoria troviamo un innovativo approccio al testo visivo che necessita un’interpretazione non soltanto in relazione alle modalità attraverso cui una cultura si rappresenta visivamente, ma considerando egualmente la concezione che si ha della rappresentazione in quanto tale. L’immagine non deve essere fruita passivamente ed isolatamente dall’osservatore, ma va inserita all’interno del contesto culturale e relazionata ai processi mentali e sociali che sono alla base della sua produzione e divulgazione.
L’immagine dà vita ad un nuovo modello di testualità non circoscritta al semplice linguaggio verbale, ma connessa a meccanismi razionali ed inconsci di percezione cognitiva; il testo visivo detiene un raggio d’azione che investe più livelli, il registro visivo, la rappresentazione della realtà e la costruzione della conoscenza. Sotto questa ottica l’immagine assume un valore del tutto singolare in quanto ad essere oggetto di analisi non è unicamente il suo significato, ma allo stesso tempo il contesto in cui si articola la sua interpretazione fino ad arrivare al soggetto fruitore.
Gli elementi citati rivestono la medesima importanza in quanto “leggere” un’immagine è una pratica in cui confluiscono molteplici fattori da tenere in considerazione nel processo di attribuzione di senso ad un testo figurativo, che si connota di significati che variano a seconda della formazione culturale di chi osserva, il background sociale in cui l’oggetto si colloca ed infine il sistema di simboli e valori che ognuno di noi applica nel proprio quotidiano per interpretare la realtà.
L’iconic turn nasce come affermazione di un principio di superiorità dell’immagine, procedimento analogo a quello che ha visto svilupparsi, nei primi anni del Novecento, la “svolta linguistica” (o linguistic turn) tramite cui si designava l’emergere di una particolare caratteristica del linguaggio, la sua dimensione di connessione tra il soggetto e la realtà circostante, riducendo i problemi epistemologici in problematiche linguistiche.
Per noi cittadini del nuovo millennio vivere in una galassia di immagini rappresenta la normalità, a tal punto da non renderci conto di quanto queste entità abbiano contribuito a ridisegnare la nostra quotidianità.
Ma è necessario non perdere mai di vista che il rapporto tra immagine e testo così come siamo abituati a intenderlo noi è un fenomeno piuttosto recente, che deve necessariamente fare i conti con un passato totalmente differente e da cui possiamo imparare molto per comprendere la portata della “rivoluzione” mediatica di cui siamo protagonisti.
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